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19 dicembre 2014

OTRANTO

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Otranto, chiamata anche “Porta d’Oriente”, si affaccia a sud dell’Adriatico sul Canale d’Otranto, lo stretto tra la Puglia e i Balcani che prende il suo stesso nome. È conosciuto anche per essere il centro abitato ed il territorio più orientale d’Italia, nonché primo a salutare il nuovo anno, tanto che ogni Capodanno viene organizzato appositamente l’evento Alba dei Popoli.Anticamente fu “capoluogo” di una grande provincia che comprendeva tutto il Salento comprese aree delle attuali province di Brindisi e Taranto, conosciuta come “Terra d’Otranto”, e ancora oggi conserva l’aspetto caratteristico delle antiche città commerciali che si affacciavano sul Mediterraneo.

IL CASTELLO

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Il Castello Aragonese, anche conosciuto come Forte a mare, fu voluto nel 1491 sullo spazio antistante il porto da Ferdinando I d’Aragona come forma di difesa dagli invasori turchi provenienti dal mare e fu costruito in sostituzione di un precedente Castello realizzato attorno all’anno Mille e distrutto proprio dai Turchi. È costituito da due parti: il Castello Rosso, così chiamato per il caratteristico colore dei suoi mattoni ricavati dalla pietra dei dintorni, ed il Forte, adibito ad alloggio delle guarnigioni e costruito successivamente.

Il Castello di Otranto è rivolto verso il mare ed occupa la parte est della città. L’ingresso è situato su una cortina lunga 20 metri, mentre alle estremità si innalzano due torri circolari, con la parte superiore cilindrica e la parte inferiore separate da un cordone. Di forma identica, le due torri sono munite di cannoniere e sulla parete della torre a destra è posto uno stemma in pietra leccese che appartiene al duca di Ossuna, Don Pietro Giron, viceré di Napoli dal 1581 al 1586. Questa torre misura 21 metri di diametro e 14 metri di altezza. L’altra torre, con diametro di 14 metri, è più bassa e copre un’altra torre medievale di cui si intravede parte della superficie cilindrica originale.

LA CATTEDRALE

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La Cattedrale dell’Annunziata di Otranto, la chiesa più grande che abbiamo in Puglia, è un monumento dal valore inestimabile non solo per la città che la ospita, ma per il salento intero.Secoli di storia e teorie misteriose fanno della Cattedrale un’ambita meta anche per il popolo dei curiosi che, degno erede di San Tommaso, vorrebbe poter toccare con mano e vedere con i propri occhi quello che in molti raccontano…

La Cattedrale di Otranto è conosciuta in tutto il mondo soprattutto per il mosaico che ne pavimenta l’intera area, costituito da  milioni di tessere policromatiche che ritraggono animali mitologici, eventi divini, scene bibliche, descrizioni della Genesi e probabilmente contenuti esoterici non ancora correttamente interpretati. Opera eccezionale che ha spinto centinaia di studiosi ad analizzare con cura gli ideogrammi e le rappresentazioni impresse nelle tessere per cercare di svelare quello che ancora oggi costituisce  il mistero di Otranto.

Il mosaico, realizzato circa un secolo dopo l’inaugurazione della chiesa su commissione del vescovo Gionata, è frutto del lavoro del presbitero Pantaleone, istruito presso  San Nicola di Casole, in un monastero andato completamente distrutto dai turchi nella battaglia già citata.

LA CALETTE

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